Sicuramente meno nota e pregiata della “sorella” Bolognese, la mortadella in Toscana nasce dall’esigenza di usare al meglio le carni scartate nella preparazione dei salami e i tagli suini di seconda scelta. 

Forse però non tutti sanno che la città di Prato dà il nome ad una speciale e gustosa mortadella, prodotto a Marchio IGP da febbraio 2016 e presidio Slow Food fin dal 2000, che è un prodotto unico nel suo genere, prodotto soltanto nella piccola provincia toscana e dintorni.

Anche se non se ne conosce bene la storia sappiamo che le origini di questo particolare salume (ottenuto con speciali tagli di carni suine, sale, aglio con l’aggiunta di Alkermes) sono piuttosto antiche: la mortadella di Prato nasce come un cibo estremamente povero fatto a partire dagli scarti del maiale che non erano buoni a sufficienza per fare la finocchiona o il salame. Forse anche per aromatizzare maggiormente carni non troppo saporite, la mortadella di Prato veniva abbondantemente speziata e condita con l’Alkermes, liquore tipico fiorentino prodotto con il guscio delle coccinelle ed usato soprattutto in pasticceria per via del bel colore rosso scarlatto.

Di questa apprezzata specialità è stata trovata traccia in alcuni documenti che risalgono al 1733, quando, in occasione della beatificazione di suor Caterina de’ Ricci, le monache dei monasteri domenicani di Prato allestirono per gli ospiti un pranzo dove questa mortadella figura come specialità locale. La produzione e il consumo di questo affettato diminuirono nel dopoguerra quando con il boom economico le persone si rivolgevano ai tipi di mortadella più ricchi delle altre regioni d’Italia. Si rischiò di perdere la memoria di questo prodotto fino a quando negli anni novanta ne iniziò la riscoperta.

Perfetta se gustata con i fichi, preferibilmente di varietà Dottato (di Carmignano), e con la “bozza” pratese, un pane locale. Vi aspettiamo da Adagio per assaggiare questa specialità enogastronomica che troverete nei nostri taglieri!